venerdì 8 gennaio 2010

Immagini dalla Natura

Oggi e Venerdì e molti di voi aspettano intensamente il fine settimana per riposarsi e uscire fuori dai luoghi di lavoro. Perché allora non programmare una gita in montagna, in campagna per respirare aria fresca e buona? PHo pensato di fare cosa gradita a postare queste immagini del Glacier National Park che ho trovato davvero belle!


giovedì 7 gennaio 2010

Essere Bambini nel cuore...

Proprio ieri Benedetto XVI, il Papa, diceva durante l'omelia dell'Epifania, di ritornare ad essere "bambini nel cuore". Forse io lo sono anche nella mente e ne approfitto per mostrarvi una cosa che lega due mie passioni di quando ero bambino:

il Lego e la saga di Star Wars. Chi è che da piccolo non ha giocato con il lego? Quella enorme fascia di persone che sono cresciute incastrando i famosi mattonicini, adesso sono cresciuti ma da quanto si può constatare sul web, giocano ancora da adulti, costruendo il costruibile.

Star Wars. Avevo 7 anni quando uscì il primo film e la mia amica Simona mi portò a vederlo. Da allora è stata una passione che non si è mai sopita o indebolita. Ho le videocassette in Vhs, quelle ripulite, i dvd di tutti gli episodi della saga, in varie versioni e in più copie (anche una serie completa in montagna, perché non si sa mai quando ti prende la voglia di rivederli).

Quando la Lego ha fatto uscire i set di Guerre Stellari è stato amore a prima vista: le due grandi passioni che si univano! Mitico!

La Lego ha fatto uscire tante serie diverse: io ho solo queste, per motivi di spazio, di soldi e...

Chiudo il post con l'ultima immagine e in fondo riporto alcune parti dell'omelia del Pontefice di ieri

BENEDETTO XVI, OMELIA DELL'EPIFANIA: ESSERE BAMBINI NEL CUORE

“Quei personaggi provenienti dall’Oriente non sono gli ultimi, ma i primi della grande processione di coloro che, attraverso tutte le epoche della storia, sanno riconoscere il messaggio della stella, sanno camminare sulle strade indicate dalla Sacra Scrittura e sanno trovare, così, Colui che apparentemente è debole e fragile, ma che, invece, ha il potere di donare la gioia più grande e più profonda al cuore dell’uomo”. Lo ha ricordato ieri Benedetto XVI, durante l’omelia della santa messa per la Solennità dell’Epifania celebrata nella Basilica di San Pietro. “Nel cammino della storia”, ha proseguito il Pontefice, “ci sono sempre persone che vengono illuminate dalla luce della stella, che trovano la strada e giungono a Lui” e “tutte vivono, ciascuna a proprio modo, l’esperienza stessa dei Magi”. Oro, incenso e mirra “non sono certamente doni che rispondono a necessità primarie o quotidiane” e “in quel momento la Sacra Famiglia avrebbe certamente avuto molto più bisogno di qualcosa di diverso dall’incenso e dalla mirra, e neppure l’oro poteva esserle immediatamente utile”. Questi doni, tuttavia, hanno un “significato profondo” e sono un “atto di giustizia” perché “rappresentano il riconoscimento di una persona come Dio e Re”.
Dopo aver consegnato i doni, ha aggiunto il Papa, “i Magi non possono più proseguire per la loro strada” essendo stati “condotti per sempre sulla strada del Bambino, quella che farà loro trascurare i grandi e i potenti di questo mondo e li porterà a Colui che ci aspetta fra i poveri, la strada dell’amore che solo può trasformare il mondo”. Se si legge il profeta Isaia e il Vangelo di Matteo “nel grande contesto di tutta la storia”, ha sottolineato il Santo Padre richiamando le letture del giorno, è evidente che “ciò che ci viene detto, e che nel presepio cerchiamo di riprodurre, non è un sogno e neppure un vano gioco di sensazioni e di emozioni, prive di vigore e di realtà, ma è la Verità che s’irradia nel mondo” anche “se Erode sembra sempre essere più forte e quel Bambino sembra poter essere ricacciato tra coloro che non hanno importanza, o addirittura calpestato”. Tuttavia, “anche se i pochi di Betlemme sono diventati molti, i credenti in Gesù Cristo sembrano essere sempre pochi” e “molti hanno visto la stella, ma solo pochi ne hanno capito il messaggio”.
“Qual è la ragione per cui alcuni vedono e trovano e altri no? Che cosa apre gli occhi e il cuore? Che cosa manca a coloro che restano indifferenti – si è domandato il Pontefice -, a coloro che indicano la strada ma non si muovono?”. Per il Santo Padre, “la troppa sicurezza in se stessi, la pretesa di conoscere perfettamente la realtà, la presunzione di avere già formulato un giudizio definitivo sulle cose rendono chiusi ed insensibili i loro cuori alla novità di Dio”. “Sono sicuri dell’idea che si sono fatti del mondo e non si lasciano più sconvolgere nell’intimo dall’avventura di un Dio che li vuole incontrare”, ha spiegato il Papa, e “ripongono la loro fiducia più in se stessi che in Lui e non ritengono possibile che Dio sia tanto grande da potersi fare piccolo, da potersi davvero avvicinare a noi”. Alla fine, ha concluso Benedetto XVI, “quello che manca è l’umiltà autentica, che sa sottomettersi a ciò che è più grande, ma anche il coraggio autentico, che porta a credere a ciò che è veramente grande, anche se si manifesta in un Bambino inerme”; “manca la capacità evangelica di essere bambini nel cuore, di stupirsi, e di uscire da sé per incamminarsi sulla strada che indica la stella, la strada di Dio”.


martedì 5 gennaio 2010

Befana, Happyfania... o Epifania?

Il titolo del post è volutamente ironico e forse anche un po polemico. Dopo il ritornello mediatico del Natale con i regali, cene e pranzi, l'ultimo dell'anno con i botti e poi i saldi, adesso sono arrivati puntuali i vari servizi televisivi sulla Befana. Calze, dolcetti, carbone, la Befana... la Befana? E che centra sta vecchia con la festa dell'Epifania? Ah già la storiella della vecchietta a cui magi suonano il campanello e lei che non li accompagna a vedere Gesù, si pente ma dato che non sa dove sia allora porta a tutti i bambini un dolcetto. Storie da diabete!

Vorrei invece riportare la storia dell'"Epifania" in senso cristiano, che forse nemmeno i credenti praticanti conoscono più nel loro contenuto di fede... chi dice più: "domani è l'Epifania"? Tutti dicono ormai: "domani è la Befana"...

L'EPIFANIA - Il termine greco “epifania” o “teofania” ha il significato di autonotificazione, entrata potente nella notorietà e si riferiva all'arrivo di un re o di un imperatore. Lo stesso termine, però, serviva anche ad indicare l'apparizione di una divinità o un suo intervento prodigioso. Nessuna meraviglia che poi col nome “epifania” si sia chiamata in Oriente la festa del natale del Signore, la sua “apparizione” nella carne.

1- Storia della festa dell'epifania - Già nel II sec. si ha notizia di una festa cristiana, celebrata dalle sette gnostiche il 6 gennaio, con la quale si commemorava il battesimo di Gesù. Nella seconda metà del IV sec. Epifanio dà la prima notizia della festa ortodossa dell'epifania, intesa come celebrazione della venuta del Signore, ossia la sua nascita umana e perfetta incarnazione. Al tempo di S. Giovanni Crisostomo la festa si celebra ad Antiochia e in Egitto e ha per oggetto la nascita e il battesimo di Cristo. Quando la festa dell'epifania è entrata in Occidente, ha cambiato significato, celebrando la «rivelazione di Gesù al mondo pagano» col suo prototipo nella venuta dei magi a Betlemme per adorare il neonato Redentore. A questo episodio si univa anche il ricordo del battesimo di Gesù e il suo primo miracolo a Cana. Quando il natale è entrato nell'Oriente, ha rotto il significato primitivo dell'epifania, la quale è diventata prevalentemente la festa del battesimo di Gesù. L'occasione del sorgere della festa dell'epifania in Oriente non è molto diversa da quella per cui è sorto il natale in Occidente. I pagani celebravano anche in Oriente, e particolarmente in Egitto, la festa del solstizio invernale. I cristiani, tredici giorni dopo il 25 dicembre, quando l'aumento della luce è più visibile, al 6 gennaio celebravano il natale per evidenziare che Gesù nascendo in quel giorno dimostrava di essere la luce vera.
2. L'oggetto dell'attuale celebrazione dell'epifania - Nell'accettare l'epifania dall'Oriente, la maggior parte delle chiese occidentali hanno inteso celebrare principalmente la venuta dei magi, visti come “primizie delle genti” con la conseguente manifestazione di Gesù quale Signore di tutti i popoli. In questo modo in Occidente si è nettamente distinto l'oggetto della celebrazione delle due feste: la nascita di Cristo, a natale; l'omaggio delle nazioni, all'epifania. Il mistero, dopo la riforma liturgica del Vat. II, è ben espresso e sintetizzato dall'embolismo del prefazio: «Oggi in Cristo, luce del mondo, tu hai rivelato ai popoli il mistero della salvezza, e in lui apparso nella nostra carne mortale ci hai rinnovati con la gloria dell'immortalità divina». Tutto il formulario liturgico, sia del Messale sia della Liturgia delle ore, evidenzia l'universalità della salvezza in Cristo; il mistero sponsale di Cristo che si unisce alla sua chiesa per purificarla e santificarla; il mistero della chiesa missionaria, segno elevato sopra i popoli per riunire i dispersi figli di Dio.
Entra nel complesso delle “feste epifaniche” sia la celebrazione de battesimo di Gesù (domenica dopo l'epifania) sia la festa della presentazione del Signore al tempio (2 febbraio). [Dal “Nuovo Dizionario di Liturgia” a cura di Domenico Sartore e Achille M. Triacca, San Paolo, 1995]

Le immagini (ingrandibili cliccandoci sopra) sono del Presepe della Basilica di S. Maria all'Impruneta nella versione 2009-2010 (ogni anno, infatti, gli artisti locali dei rioni che lo curano, cambiano allestimento)

(Particolare)

(Particolare del tetto della stalla di Betlemme)

Considerate che i personaggi sono alti un metro e ottanta centimetri e sono tutti vestiti dalle sarte dei rioni dell'Impruneta


lunedì 4 gennaio 2010

Inizia il 2010 e nevica di nuovo all'amato colle!

Questo è un video (fatto velocemente e decisamente male) della nevicata che è iniziata questa mattina all'Impruneta. E' la seconda in questo inverno (vedi post precedenti). Adesso continua di brutto. Se attacca posterò delle foto!


domenica 3 gennaio 2010

Il Nano Acquario

Ieri, mentre ero seduto alla scrivania spippolando sull'iMac, mi sono voltato e guardando il mio piccolo acquario ho avuto una brutta sorpresa: l'acqua era tutta bianca e i miei amati gamberetti stavano morendo. Si, sulla scrivania ho un nano acquario dentro un cubo di vetro dalle dimensioni di 34x34x34 cm. Ha il suo filtro, il riscaldatore e la sua bella lampada che lo illumina e da luce alle piante. Dentro c'erano moltissimi gamberetti nati lì

Questa è l'immagine della vasca appena allestita circa un anno e mezzo fa

Dentro avevo messo alcuni piccoli pesci e 6 gamberetti

che presto hanno procreato (nella foto un piccolo sotto un suo probabile genitore)

riproducendosi in grande quantità

anche le piante sono cresciute notevolmente creando un habitat bello e sicuro per i miei ospiti

Non riesco a comprendere cosa sia successo. Presumo un amento improvviso di nitrati ma non saprei dire causato da cosa. Sono riuscito a salvare alcuni gamberetti e i due coridoras pigmei che ho trasbordato in un altro acquario che si trova nella stessa stanza. Ho provveduto a cambiare l'acqua, ho tolto alcune piante ormai troppo grandi e invadenti, spostato delle altre e riavviato l'acquario. Spero che presto possa ripopolarsi dei simpatici gamberetti


sabato 2 gennaio 2010

Panorami innevati

Visto che ancora sui nostri Appennini scarseggia la neve, vi mostro alcuni panorami (ingrandibili cliccando sopra l'immagine- come in tutti i post) scattati durante la "famosa" nevicata all'Impruneta. Aspettando la vera neve per sciare, godiamoci questa...